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Il Moscato ha attorno a sé il fascino della leggenda. Si narra che un tiranno di Siracusa aveva posto un servo a guardia di certe uve dolcissime e profumate di cui era ghiotta la figlia cieca. Il poveretto aveva l’incarico si passare per i filari del vigneto per scacciare api e mosche. Un giorno, stremato dalla calura e dalla stanchezza, il servo si appisolò e al suo risveglio scoprì che gli acini erano stati punti dagli insetti. La figlia del tiranno trovò che quell’uva era di gran lunga migliore del solito e spiegò che il sonno del servo era stato voluto dalla dea Demetra, affinché le api addolcissero la sua uva lasciando su ogni acino un segno per poterla riconoscere.

Al di là della leggenda alcuni studi (Santocono Russo) sulle ceramiche e sui vasi potori ritrovati in una grotta del siracusano hanno portato alla conclusione che il vino fosse bevuto già nel 500 a.C. Altri studi (Dalmasso) testimoniano che i moscati hanno origini remotissime e provengono sicuramente dal bacino orientale del Mediterraneo. Essi sono da identificare con la apicea o apiana di Catone, così chiamata per indicarne la predilezione da parte delle api.

Le uve Moscato della Tenuta La Favola vengono utilizzate per il Refosa DOC Moscato di Noto (vino dolce passito) e per il Bianco della Tenuta.

Il Moscato dolce Refosa è ottenuto dall’appassimento in pianta dell’uva previa torsione del grappolo. Questa tecnica di appassimento lento all’ombra permette di avere un vino dolce dal colore ambrato, ricco di profumi e con una bella freschezza sia al naso che al gusto.