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Bridge Art// contemporary visions approda al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma

Dalla Sicilia al mondo per unire culture ed etnie diverse con un linguaggio interpretativo comune. Questo è Bridge Art// Contemporary visions, progetto di arte contemporanea e residenze, presentato lo scorso 5 novembre nel Museo nazionale delle arti del XXI secolo, di via Guido Reni, a Roma. Un connubio tra ospitalità, arte e cultura, ideato nella Sicilia Sudoccidentale, crocevia millenario di linguaggi e culture. Tra i vigneti della provincia di Siracusa, culla della Magna Grecia, guardando spazi infiniti di natura ordinata e il mare argenteo all’orizzonte, confine immaginario tra mondi anche culturalmente e fisicamente lontani

Una prospettiva ideale che ha dato corpo a Bridge Art// Contemporary visions, idea che ha preso forma nelle teste di Valeria Valenza (germanista e scrittrice, specializzata in didattica delle Civiltà) e Lori Adragna(critica e curatrice d’arte contemporanea). La realizzazione di un sogno cominciato nel 2013 col progetto La Favola Bridge, un ponte ideale tra Sicilia e Usa, su input dell’Unione scuole internazionali delle Nazioni Unite (Unis). Programma di ospitalità in supporto agli expat di lingua italiana e differente etnia, basato su strategie di grounding, alla base della teoria bioenergetica, che punta a mettere  in contatto se stessi con la realtà che ci circonda.

Con questo nuovo progetto Lori Adragna e Valeria Valenza, puntano a unire sponde immaginarie in nome della ricerca artistica contemporanea, nel rispetto delle diverse culture, della natura e della biodiversità. Una nuova esperienza che ha avuto come prodromo #smArt_grounding, la prima “residenza breve” che dal  19 al 25 ottobre 2015 ha ospitato presso la Tenuta la Favola, due giovani artisti nati in terre offese e martoriate, come la giornalista, artista e scrittrice siriana di origini armene, Tamar Hayduke e il compositore e studioso d’arte armeno che vive in Germania, Arsen Babajanyan.

Se per “affinità elettive” il Maxxi è la location ideale per presentare a Roma Bridge Art// Contemporary visions, quella naturale per far da collante a queste idealità, è senza dubbio la Val di Noto, culla del barocco siciliano e  dal 2002 patrimonio dell’Unesco. Il posto, residenza condivisa d’accoglienza, permanenza ed elaborazione creativa per gli artisti invitati, è un antico caseggiato ristrutturato nella Tenuta la Favola, un’azienda biologica dal 1997,  la cui storia è cominciata all’inizio del 1800. Oasi di pace in cui regna la biodiversità, su un’altura che domina la Val di Noto fino al mare, tra vigneti, ulivi e carrubi. Dove gli odori della terra si mescolano sapientemente alle diverse culture che vi sono passate e ne permeano l’ambiente. «Residenze condivise – dice Valeria Valenza – dove l’interesse e il rispetto dell’uno è per il lavoro dell’altro e viceversa».

Durante la presentazione, la curatrice iraniana Helia Hamedani ha illustrato il progetto vincitore della residenzafull(y)_grounding, che si svolgerà tra gennaio e febbraio 2016, dal titolo Le impalpabili impronte della carta e la geografia sensibile, con gli artisti Fabrizio Cicero, Arash Irandoust, Germano Serafini. È  seguita la presentazione di alcuni progetti di Tiziana Cera Rosco (Io è un altro), Giovanni Gaggia (Sponge), Andrea Kantos (Dimora Oz), da realizzare in sinergia con Bridge Art. Poi un talk sul ruolo dell’arte contemporanea alla luce delle emergenze sociali, dialogo e confronto multiculturale, moderato da Maria Arcidiacono (archeologa e storica dell’arte). Hanno risposto coi loro interventi alle parole chiave identità/identificazione, storia/memoria, tolleranza/responsabilità, il cileno Antonio Arévalo Sagredo (poeta e curatore d’arte), Lorenzo Canova (storico dell’arte, curatore e critico d’arte), Daniele Capra (giornalista, curatore “indipendente ma militante”), Giorgio de Finis (antropologo, artista, videomaker, curatore d’arte, produttore cinematografico, sognatore, urbanista…),Federica La Paglia (critico e curatore indipendente attento al sociale).

fdpL’evento ha poi avuto un seguito enogastronomico il giorno dopo presso lo storico locale Baronato Quattro Bellezze di Roma, con una degustazione dei vini bio della Tenuta La Favola.

Durante Expo Milano 2015, Bridge Art #1 contemporary visions, il progetto anticipatore di quello presentato al Maxxi il 5 novembre, è stato inserito nel palinsesto di appuntamenti culturali in un focus dedicato al territorio del Sudest della Sicilia e in particolare la Val di Noto,del Cluster BioMediterraneo, di cui la regione siciliana è stata Official Partner. Sempre durante l’Expò, Bridge Art #1 contemporary visions, è stata ospitato anche a scatolabiancaheART@brain>, un programma di mostre, dibattiti ed eventi, dove l’arte ha fatto da collante tra le problematiche del vivere civile, il riciclo, la sostenibilità ambientale e l’energia pulita.

di Maurizio Ceccaioni

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