Noto: inferno in azienda

Noto: inferno in azienda

I miei ricordi di Dante risalgono, come quelli di quasi tutti noi, agli anni del liceo. Una vera tortura: massacrante il primo anno con un Inferno suggestivo da ascoltare ma tragico da studiare per affrontare l’interrogazione, noioso il secondo anno e degno del suo nome Purgatorio, devastante il terzo col suo Paradiso melenso per noi adolescenti ruggenti.

Forse per questo mi ha stranita la telefonata di R.P.: voleva trascorrere una serata in azienda a leggere Dante e non con un gruppo di noiosissimi sessantenni ma con una ventina di ragazzi che poi sarebbero passati in discoteca per concludere la serata alle quattro di mattina. Così mentre il video proiettava immagini del limbo dantesco e le candele che illuminavano la nostra sala degustazione si andavano assottigliando tra un sorso e l’altro, una voce recitava i versi del IV Canto lasciandoci la sensazione, pur nell’Inferno, di toccare con mano il Paradiso.

2015-06-04T12:12:09+00:00 1 dicembre 2014|0 Comments

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